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Relazione Luciana Sbarbati (A6-0301/2007) - Attività del Mediatore europeo nel 2006
25/10/2007

Sulla relazione annuale sulle attività del Mediatore europeo nel 2006 [2007/2131(INI)]
Commissione per le petizioni
Alla presenza di Nikiforos DIAMANDOUROS
Vorrei ringraziare sia il Mediatore, per il suo eccellente rapporto, che la Commissione Petizioni, i suoi uffici e l'On. Mavrommatis per la sua collaborazione.
 
La cultura del servizio al cittadino, che ha come obiettivo prioritario un'amministrazione pubblica di qualità, trasparente, prossima, rapida e cooperativa, é stata promossa e alimentata a livello comunitario grazie allo sforzo congiunto della Commissione delle Petizioni e del Mediatore. Il suo atto di nascita si può far risalire alla risoluzione del 6 settembre 2001, data di adozione del P.E. del codice di buona condotta amministrativa proposto dall'Ombudsman europeo. D'altra parte, dal trattato di Maastricht, la cittadinanza europea ha compiuto un grande salto di qualità, offrendo la possibilità ad ogni cittadino di sottoporre una petizione ad un organo parlamentare che ne rimane unico arbitro, oppure di ricorrere ad un organo più tecnico che, pur operando nella sfera extra-giudiziale, segue un procedimento, senza escludere il controllo parlamentare nel caso di riluttanza dell'istituzione comunitaria, responsabile della cattiva amministrazione.
Le statistiche del 2006 registrano 3830 denunce ricevute dal Mediatore, di cui 3619 ad opera di singoli cittadini e 211 da parte di associazioni ed imprese. Fra quelle che rientrano nel mandato del Mediatore, 449 denunce su 838 sono state dichiarate ricevibili e 258 sono sfociate in un'indagine.
I casi di cattiva amministrazione si fondano sulla mancanza di trasparenza, sul diniego di informazioni, sull'abuso di potere, sull'errore giuridico, sull'inadempienza nei ruoli, specie per la Commissione in quanto "guardiana del trattato".
Le decisioni del Mediatore non sono giuridicamente vincolanti, ma le garanzie che egli offre con la sua attività contribuiscono a rafforzare i suoi poteri di persuasione. Egli si avvale del sostegno attivo della Commissione delle Petizioni, nonché della cooperazione della rete europea dei difensori civici, di cui sono auspicabili il completamento ed il miglioramento. Va comunque sottolineato che per evitare conflitti di competenza tra il lavoro del Mediatore e quello della Commissione per le Petizioni le pratiche con effetto definitivo devono essere reciprocamente scambiate in tempo reale.
 
 Il rapporto suddivide le decisioni sulle inchieste concluse nel 2006 (250) in 5 categorie:
1.     mancanza di apertura delle istituzioni
2.     mancanza di apertura degli organi comunitari (25% delle richieste);
3.     Ruolo della Commissione come garante del Trattato in relazione alla procedura di cui all'art. 266;
4.     gestione dei contratti, indennità, sussidi;
5.     assunzione e gestione del personale nelle istituzioni.
Spesso i procedimenti si risolvono con osservazioni critiche che sono un'arma preventiva per scongiurare in futuro il ripetersi di casi simili-quando é inutile la raccomandazione.
Al riguardo, la Commissione petizioni chiede al Mediatore di svolgere uno studio dettagliato sull'impatto concreto delle osservazioni critiche formulate nel 2006.
Spesso, infatti, il fatto che le istituzioni si siano dotate di un codice di buona condotta amministrativa non é garanzia sufficiente per l'impianto di una vera cultura di servizio.
La relazione evidenzia ancora oggi zone d'ombra circa l'abuso di poteri discrezionali della Commissione per non aver agito nella fase precontenziosa relativa alle procedure di infrazione, trincerandosi dietro considerazioni politiche;
Nel campo contrattuale e della gestione del personale, alcune delle inchieste avviate d'ufficio dal Mediatore dimostrano come i suoi poteri costituiscono un pungolo efficace volto a stimolare l'autotutela dell'amministrazione.
Va invece evitata, secondo la Commissione petizioni, la non sintonia di tempi e vedute sul trattamento delle stesse fattispecie tra Mediatore e Parlamento, mediante un dialogo costante e costruttivo.
Un particolare invito al Mediatore rispetto al controllo sull'operato di EPSO viene rivolto dalla Commissione petizioni ancora una volta al fine di tutelare i diritti dei candidati nelle procedure concorsuali del PE, come pure su presunte discriminazioni presso la Scuola Europea di Bruxelles.
Dal rapporto di quest'anno emerge un Mediatore che é attore della vita democratica dell'Unione, privilegiato intermediario del cittadino nelle relazioni con la pubblica amministrazione. Egli traccia con la sua attività la linea di confine tra buona e cattiva amministrazione suggerendo comportamenti riparativi o soluzioni soddisfacenti per i ricorrenti così da trasformare comportamenti viziati in virtuosi.
A tal uopo sarebbe opportuno che egli stilasse un elenco delle migliori prassi amministrative che contempli anche sia i casi esemplari in termini positivi che negativi. Il principio cardine cui ci si deve sempre richiamare é l'eguaglianza democratica di tutti i cittadini europei senza distinzioni o discriminazioni nazionali o linguistiche.
La Commissione petizioni é favorevole ad uno snellimento della procedura per un più rapido esame della relazione annuale del Mediatore che va presentata nel primo trimestre dell'anno.
Circa l'adeguamento dello statuto si ribadisce parere favorevole purché le modifiche comportino una dilatazione qualitativa dei poteri del Mediatore che non incidano sulla natura della sua competenza né sull'assenza di efficacia coercitiva di tutte le sue decisioni. Così egli può esser un vero laboratorio di "soft law". Infine nell'approvare la relazione si incoraggia il Mediatore a condurre indagini anche nell'ambito del terzo pilastro nella cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale( Europol) nonché ad allargare la rete a quelle figure di mediazione specializzate per la tutela dei minori, per i problemi familiari, per la protezione dei dati personali, per i diritti del malato, dei carcerati onde favorire il dialogo e la vicinanza tra cittadini ed istituzioni comunitarie.
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