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L'importanza della corretta alimentazione nella prevenzione dei disturbi alimentari
07/04/2008

Interrogazione scritta presentata alla Commmissione dall'on. Sbarbati
I disturbi alimentari in Europa crescono e con essi le spese socio-sanitarie. I modelli pubblicitari propongono figure filiformi mentre i dati sull’obesità, soprattutto fra i giovanissimi, sono preoccupanti. Questi disturbi sono ormai delle patologie con risvolti gravi, che necessitano di sostegno anche psicologico per i pazienti.
C’è bisogno, quindi, di educare le nuove generazioni a un sano approccio al cib, perché una corretta alimentazione equivale anche a equilibrio psicofisico, buona salute e longevità.
In Europa esiste una ONG, associazione internazionale di scuole di formazione alberghiera (AEHT) che potrebbe, adeguatamente finanziata, proporre un modello formativo – per tutte le scuole europee associate (ad oggi 320 di 30 paesi) – attraverso il quale promuovere una sana alimentazione, fare ricerca sulla qualità dei prodotti da utilizzare per realizzare le ricette, riscoprire quelle della cucina tradizionale e, anche mediante  i cuochi che sono per definizione anche ambasciatori del paese da cui provengono rappresentare l’Europa nel mondo.
La sola pubblicità non basta ad avvicinare i giovani alla buona tavola. Le associazioni che promuovono lo “slow food” sono perlopiù composte di cultori di ricercatezze, mentre la formazione professionale, in questo settore, può divenire determinante e far comprendere alle nuove generazioni come associare fra loro alimenti in modo corretto e quali bevande ne esaltano il sapore, facendo capire ai giovani come l’uso improprio e smodato delle bevande alcoliche può costituire dipendenza.
 Ciò premesso, può la Commissione spiegare se:
-   è in possesso di dati sulla diffusione e sui costi sociali dei disturbi alimentari nell’Unione;
-   ha previsto un’adeguata formazione delle giovani generazioni ad un corretto uso degli alimenti, se ha ipotizzato una campagna d’informazione su questo tema e qual è il ruolo delle scuole nel progetto;
-   ritiene utile un coinvolgimento della AETH (Association Européenne des Ecoles d’Hotellerie et de Tourisme) nella formazione dei giovani e per la diffusione di un modello alimentare equilibrato e sicuro, realizzato con prodotti sani e con la migliore cura per contribuire efficacemente ad un piano europeo di prevenzione dei disturbi alimentari.
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