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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
17/06/2010

al Ministro dello Sviluppo Economico sulla situazione dello stabilimento Fincantieri di Ancona

Premesso:

 

che il cantiere di Ancona è un importante riferimento per il “Gruppo Fincantieri” per la costruzione di nuove imbarcazioni soprattutto in considerazione della sua organizzazione e della professionalità dei lavoratori ampiamente dimostrata nel corso degli anni;

 

che il cantiere di Ancona svolge un importante ruolo propulsore per l’economia cittadina e di tutta la regione Marche, ed è uno storico punto di riferimento della tradizione marinara del capoluogo regionale e che, da sempre, coinvolge un indotto molto rilevante di circa 2000 addetti;

 

che a causa dell’andamento produttivo nel cantiere di Ancona si parla di 230-240 dipendenti in cassa integrazione;

 

che il verbale firmato con l’azienda dalle organizzazioni sindacali di categoria prevede un tetto massimo di 290 addetti in cassa integrazione per fine luglio, ma questi numeri, sempre secondo le organizzazioni sindacali sono destinati a crescere;

 

che nonostante le tenui rassicurazioni dei dirigenti del “Gruppo Fincantieri” di nuove commesse non si parla, neppure in maniera ufficiosa, e per altro appaiono come ipotesi molto concrete le fosche previsioni per il mese di luglio 2010 ovvero l’attivazione della cassa integrazione per i 290 addetti sui 601 in forza al cantiere ovvero il 50% della forza lavoro;

 

che molti lavoratori addetti ai settori “costruzione scafo-carpentieri-saldatori” sono in cassa integrazione a zero ore dallo scorso mese di ottobre;

 

che in data 27.05.2010 dall’incontro tra l’amministratore delegato della Fincantieri e i rappresentanti delle istituzioni locali è emerso il preoccupante scenario per la cantieristica in Italia ed in particolare del cantiere Dorico determinato: dalla scarsità delle commesse, ma anche dalla manovra finanziaria che rischia di penalizzare pesantemente lo stesso cantiere Dorico;

 

che in data 15.06.2010 si è svolto un incontro tra il Prefetto di Ancona ed i sindacati ove è emersa la necessità dell’apertura di un tavolo di confronto anche a livello di Presidenza del Consiglio tra i rappresentanti dei lavoratori ed il Governo nazionale.

 

considerato:

 

che nel cantiere di Ancona, terminato il lavoro in corso non risultano attualmente altre commesse e ciò produce un peggioramento della già grave situazione occupazionale;

 

che degli appalti governativi per la costruzione di pattugliatori e navimultifunzioni che avrebbero interessato anche il cantiere di Ancona non vi sono più notizie;

 

che la cantieristica è un settore da rilanciare e che occorrono investimenti e commesse perchè ciò possa avvenire, inoltre, investimenti e commesse possono consentire lo sviluppo del grandissimo indotto ad essa collegato;

 

considerato infine:

 

che sarebbe necessario il ripristino, a livello ministeriale, di un tavolo di politica economica che faccia della politica industriale e della cantieristica un riferimento importante per lo sviluppo;

 

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione critica in termini produttivi e occupazionali in cui si trova il “Gruppo Fincantieri”  nel cantiere di Ancona, e quali urgenti iniziative intenda assumere per risolvere nello specifico tale complesso di problematiche.

 

Sen. Marina Magistrelli

Sen. Silvana Amati

Sen. Luciana Sbarbati

Sen. Francesco Casoli

Sen. Filippo Saltamartini

 

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