Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, per conoscere, premesso che:
· i promotori di una petizione, tutti ricercatori, studiosi e intellettuali sardi, hanno fondato motivo di ritenere che in Sardegna siano state trovate iscrizioni dell'età del bronzo a cavallo dell'età del ferro e dell'età nuragica che le Soprintendenze Archeologiche della Regione mantengono sotto silenzio;
· le iscrizioni cui si fa riferimento nella petizione potrebbero essere prevalentemente in caratteri proto-cananaici, gublitici e cuneiformi di tipo ugaritico, risalenti ad alcuni secoli prima dell'arrivo dei Fenici; mentre per altri reperti si attendono le expertise da parte di alti epigrafisti;
· nel sito di Villanovafranca (o a Senorbi), circa trent'anni fa, fu ritrovato un coccio probabilmente risalente al XV-XIV secolo Avanti Cristo, che presenta iscrizioni cuneiformi, individuate come tali da un assiriologo della fama del prof. Giovanni Pettinato;
· nei pressi di Teti esisterebbe una navicella nuragica fittile e nei pressi di Pozzomaggiore sarebbe stato ritrovato un coccio di ceramica che presentano entrambi evidenti segni di scrittura;
· l'emittente Sarda Video lina ha riferito che in regione Capichera il 5 febbraio 2010 sarebbe stata ritrovata una ceramica con una "misteriosa scrittura";
· tale scoperta, qualora venisse comprovata, avrebbe un enorme valore storico, culturale e di immagine per la Sardegna,
1. se non ritiene di impegnare le soprintendenze competenti affinché rendano pubbliche le notizie sui reperti ritrovati, diano conto degli studi e delle ricerche fatte sugli stessi, dicano dove sono attualmente custoditi, e soprattutto spieghino quale interpretazione è stata data a questi ritrovamenti da parte dei funzionari dello Stato.
Sen. Luciana Sbarbati
Roma, 29 giugno 2010