| 10. Questione morale e moralizzazione dellavita politica |
L’impegno programmatico dei Repubblicani Europei non sarebbe completo se non comprendesse una riflessione ed alcune indicazioni operative sulla “questione morale”: un tema che tristemente riemerge periodicamente nella storia d’Italia, dall’Unità ai giorni nostri.
E’ evidente che non ci riferiamo alla moralità individuale, nei suoi comportamenti, per così dire privati, anche se nel vivere associato tutto ciò che facciamo è in grado di influenzare – nel bene e nel male – il livello di civiltà del Paese e la qualità della convivenza. In questo senso tutti abbiamo delle responsabilità e dobbiamo esserne consapevoli, in quanto portatori non solo di diritti, ma anche di doveri. In misura più incisiva sul piano politico, la questione morale riguarda i comportamenti di chi ha – appunto – responsabilità politiche più generali, e con seguente visibilità, a prescindere dall’essere “maggioranza” o “opposizione”.
Un terreno particolarmente delicato è in proposito quello dell’economia in cui le commissioni improprie fanno inevitabilmente più scandalo, e possono fare più danno, turbando l’autonomo sviluppo dei rapporti.
Dettare regole non è facile. Esse devono comunque fondarsi sulle chiarezza delle distinzioni di ruolo tra soggetti politici e istituzionali da un lato e soggetti economici dall’altro; sulla estrema sobrietà delle interferenze dirigiste; su legislazioni prive di spazi di ambiguità e tolleranza che fissino le garanzie pubbliche essenziali.
Le authorities, gli organi di controllo, i contrappesi ed anche una corretta informazione sono fondamentali nella salvaguardai degli interessi generali: proprio per questo è tassativo evitare il gioco ignobile delle “lottizzazioni” anche se “concordate” e dello stesso “spoil system” nella individuazione delle nomine. Su questo terreno la responsabilità della politica è enorme e l’unico antidoto vero è una selezione trasparente delle candidature – non solo in sede di nomine – ma anche in occasione delle elezioni a tutti i livelli. La legge elettorale con cui voteremo non offre garanzie al riguardo. E ciò è motivo di grave preoccupazione.