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7. I diritti del cittadino e il welfare


7.1 Diritti del Cittadino
I Repubblicani Europei sono portatori di una tradizione di profondo rispetto dei diritti e dei doveri dei cittadini e di una forte vocazione alla solidarietà.
Essi si rendono conto delle difficoltà di coniugare in tempi di ristrettezze economiche i diritti fondamentali alla sicurezza, all’istruzione, alla salute, in tutto l’arco della vita con particolare cura all’infanzia, alla disabilità, alla prospettiva di una vecchiaia dignitosa e serena. Non intendono tuttavia rinunciare ad un valore per essi fondamentale quale è quello della solidarietà.
In questo senso sono impegnanti ad approfondire con tutte le forze del centro-sinistra soluzioni che sappiano conciliare le risorse che devono comunque essere rese disponibili con la corretta gestione economica dei servizi, da quello sanitario a quello previdenziale, riconfermando in via di principio il ruolo indispensabile del “pubblico” nella sanità, nell’assistenza e nella previdenza e con esso l’esigenza di impedire che la riforma federalista dello Stato dia luogo a disparità inaccettabili nell’esercizio del diritto alla sicurezza.
Gli istituti del welfare nelle loro diverse applicazioni devono essere non solo difesi, ma potenziati e rinnovati, per soddisfare i bisogni sempre più complessi delle persone e delle famiglie. Questo programma ambizioso richiede che la spesa sociale non solo non sia ridotta, ma venga aumentata portandola ai livelli europei; nel contempo deve essere riqualificata per gli obiettivi e per l’efficienza dei servizi in cui si traduce.
Riteniamo infine che l’esame della situazione pensionistica vada affrontato con un confronto politico ampio e con il consenso delle forze sindacali: E’ chiaro che con uno sviluppo debole (bassa o nulla crescita del PIL o dell’occupazione) i problemi saranno maggiori e più coraggiose dovranno essere le scelte. L’Italia non può permettersi una spesa pensionistica fuori controllo che vada ad erodere le risorse di cui abbiamo bisogno per finanziare gli altri importanti compiti del welfare: scuola, sanità assistenza e ammortizzatori sociali.
In particolare proponiamo importanti provvedimenti per migliorare la situazione pensionistica:
  • definitiva abolizione delle pensioni privilegiate;
  • separazione definitiva fra previdenza ed assistenza per fare chiarezza sugli effettivi costi dell’INPS;
  • migliore tutela dei lavori usuranti, rivisti alla luce dell’attuale situazione di degrado ambientale;
  • rafforzamento dei diritti pensionistici dei lavoratori discontinui;
  • incentivi al prolungamento volontario dell’età lavorativa (non con il bonus del governo, ma ad esempio prevedendo un maggiore rendimento ai fini pensionistici degli anni per cui si prolunga l’attività oltre il minimo);
  • più adeguato sostegno fiscale allo sviluppo dei fondi pensioni collettivi contrattati tra le parti sociali.

La sanità
Intendiamo affrontare e risolvere i nodi politici del delicato settore della sanità, affrontando in via prioritaria, e per correggerli, i maggiori difetti del sistema che l’opinione pubblica ben conosce ed enuncia quotidianamente nell’impatto del malato e dei suoi familiari con le inadeguatezze e le iniquità del Servizio Sanitario Nazionale.Il primo punto programmatico è la conservazione e il potenziamento del carattere pubblico dell’SSN di fronte agli attacchi di chi continua a proporre liberalizzazioni e prospettive di riduzioni al mimino dei servizi gratuiti prospettando progetti di ricorso a integrazioni più o meno volontarie, facendo entrare in gioco le compagnie assicurative che mai potrebbero far fronte alle esigenze sanitarie di anziani cronici e soggetti affetti dalle più complesse patologie. Conseguenza di ciò è la necessità di adeguare il finanziamento ai crescenti costi della sanità.
L’allungamento della vita media, l’importanza di strumenti diagnostici fino a poco tempo fa sconosciuti, farmaci sempre più mirati sono elementi che giustificano il costo elevato di tale settore.
Eliminare i ticket per le famiglie con meno di 15.000 euro all’anno.
Altro forte obiettivo è l’eliminazione delle liste di attesa, mortificanti e oggetto di “vergognose segnalazioni”. Occorre subito avviare un sistema di prenotazione informatica con terminale presso i medici di famiglia e presso ogni specialista del SSN in collegamento con i diversi presidi.
Infine occorrono maggiori controlli sugli standard curativi di cliniche, laboratori e centri specialistici privati e convenzionati.


7.2 Le politiche sociali: disabilità, minori, anziani e le politiche per l’immigrazione

a) Disabili

E’ importante l’attuazione delle leggi esistenti, in modo da garantire l’integrazione scolastica, lavorativa, sociale, nonché la prevenzione, la riabilitazione e il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Il Movimento dei Repubblicani Europei propone la costituzione di un Comitato interministeriale sulla disabilità, formato da un coordinatore nominato dal Presidente del Consiglio e da un rappresentate per ogni Ministero in un rapporto di dialogo costante con le varie associazioni. Tale comitato coordinerà le varie politiche in materia .Più efficace tuttavia di qualsiasi comitato, e soprattutto più urgente è per - i Repubblicani Europei- l’immediato spostamento di risorse a favore del rifinanziamento della legge 104 da tempo bloccata e inoperante per assenza di fondi destinati nonché l’impegno attivo a favore della legge 68 per il collocamento obbligatorio dei disabili. A questo va aggiunto l’impegno a favore delle pensioni per i disabili, nei confronti dei quali vi è stata una grave disattenzione, con la sola accezione della legge n. 4 del 2004, finalizzata a rendere accessibile anche ai diversamente abili l’uso delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione e negli studi. Anche questa legge varata richiede però costante monitoraggio e alimentazione finanziaria.

b) Minori
Un’adeguata politica a favore dei minori prevede innanzitutto che si dia piena attuazione a quanto previsto dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (New York 1989).
La politica deve esprimere una visione più etica dei problemi dei bambini, che restringa le logiche del profitto e agevoli il riequilibrio Nord-Sud fattore di sofferenza di troppi bambini. In Italia l’immigrazione porta bambine e bambini talora oggetti di tratta, rispetto ai quali occorre intervenire con decisione colpendo la malavita organizzata intervenendo in sede di rapporti bilaterali con i paesi di maggiore provenienza.
E’ importante anche individuare e combattere il lavoro minorile, l’evasione e l’abbandono scolastico, che continuano a rappresentare un problema in Italia, attivando una collaborazione non episodica tra le realtà interessate: scuola, forze dell’ordine, servizi sociali, famiglie.
Occorre implementare gli asili nido pubblici, quale elemento di prima socializzazione, il cui numero nel corso di questa legislatura è stato colpevolmente lasciato invariato, mentre sono cresciuti solo asili privati, ottimo elemento di occupazione, ma dai costi proibitivi per la maggior parte delle giovani famiglie.
Un minore ha diritto comunque a una famiglia: occorre quindi realizzare con attenta responsabilità accordi bilaterali con i Paesi di provenienza, anche per sbloccare l’attuale stallo che vede diminuire fortemente questo anno il numero delle adozioni internazionali in Italia e soprattutto vede ancora reclusi in istituti e senza prospettive di vita decente centinaia di migliaia di bambini nei Paesi in cui ancora non esistono adeguate forme di adozione autoctone.
Occorre anche prevedere una diversa forma di adozione, utile per quelle migliaia di adolescenti che hanno passato gran parte della loro vita in istituti che dovranno chiudere alla fine di questo anno, che serva a far mantenere rapporti con la famiglia di origine, attivando nel contempo una forma di adozione valida a tutti gli effetti civili.
La questione dei minori immigrati richiede maggiori investimenti per realizzare una loro piena integrazione sia livello di istruzione scolastica, sia a livello sociale.
La drammatica realtà della tratta che riguarda minorenni avviate/i alla prostituzione, provenienti in particolar modo dai Paesi dell’Est europeo e dal Nord Africa, richiede una innovazione legislativa che colpisca in modo oggettivo i clienti, abbandonando la vergognosa omertà che da sempre opera in tale settore.
Sul piano internazionale occorre stipulare convenzioni bilaterali a condizioni di reciprocità con paesi extraeuropei allo scopo di consentire l’affidamento internazionale dei minori al fine di trasformare soggiorni solidaristici o di aiuto sanitario (35 mila l’anno) in soggiorni utili per lo sviluppo di ogni minore prevedendo permanenze all’insegna dell’istruzione e della formazione.

c) Anziani
La longevità di massa impone politiche adeguate che possano governare non solo le emergenze (pensioni, sanità e interventi sociali), ma la differente composizione della società italiana, che al pari delle società economicamente avanzate del terzo millennio si caratterizza per la preponderanza della componente over 60 rispetto agli under 20.
Ne consegue la necessità di una politica a tutto tondo che preveda l’istituzione del Ministero per le politiche della terza età o di un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche degli anziani.
Altrettanto utile sarebbe una Consulta Nazionale degli anziani formata dalle principali associazioni e dai delegati delle regioni, che risponda e consigli il Premier sulle condizioni e le esigenze degli anziani; l’istituzione di un fondo per i non autosufficienti di almeno 1,5 miliardi di euro; l’inserimento nel consiglio di amministrazione dell’AIFA, agenzia italiana del farmaco, di un membro in rappresentanza degli anziani.
Va perseguita l’esenzione dall’applicazione di tutti i diritti SIAE per tutti i centri anziani e tutti i centri sociali con fruitori in prevalenza anziani, nonché il potenziamento delle risorse finanziarie destinate a programmi di prevenzione.
Infine la destinazione di una quota dei fondi ministeriale e regionali per le attività di volontariato o per associazioni certificate impegnate in iniziative a favore della terza età.

d) Le politiche per l’immigrazione
La stabilizzazione sociale comporta il riconoscimento dei diritti civili e politici e la partecipazione con parità di trattamento nel mercato del lavoro, dell’integrazione scolastica, dell’istruzione,specie per le seconde generazioni.
Per chi ha scelto di restare in Italia, va previsto un nuovo status diverso dal permesso di soggiorno, che conduca alla cittadinanza, al pieno godimento dei diritti politici, civili, religiosi, dell’assistenza, della sanità, della casa, della previdenza. Questo impegno si fonda su alcuni pilastri decisivi:

  • la scuola pubblica con l’apprendimento della lingua e della cultura italiana, la diffusione del diritto allo studio specie per nuove generazioni di immigrati come base essenziale della nuova coesione sociale.
  • il diritto di voto alle Amministrative, dopo un congruo periodo di permanenza in Italia che preluda alla cittadinanza piena con la partecipazione ai diritti politici specie ai nativi in Italia a cui va riconosciuto lo ius soli.
  • la coesione e l’integrazione sociale perseguita con strumenti e norme che vedano coinvolti lo Stato, le Regioni ed i Comuni.

La nuova politica dell’immigrazione dovrà riguardare anche gli ingressi e la programmazione dei flussi, perché non è possibile che i flussi migratori possano avvenire senza regole e senza programmazione mettendo a rischio la stessa sostenibilità strutturale del fenomeno.
I nuovi ingressi, inoltre, non possono essere lasciati alla sola legge della domanda e offerta di lavoro.
Una programmazione pluriennale, flessibile, coordinata con Comuni, Regioni, parti sociali, nell’ambito di una più generale politica di sviluppo e di sicurezza, dovrà privilegiare alcune categorie di lavoratori e professionalità specifiche, anche culturalmente elevate e l’accesso di studenti universitari ai nostri atenei.
A fronte di misure di accoglienza più flessibili per l’immigrazione regolare vanno applicate misure più severe per combattere il traffico e lo sfruttamento degli immigrati, il lavoro nero, ogni sorta di illegalità, tante criminalità che vivono sulle spalle degli immigrati.
Anche il meccanismo delle espulsioni va rivisto rendendolo al contempo più flessibile ma anche più efficace, ripensando completamente con apposita normativa, la natura e il ruolo dei centri di permanenza temporanea trasformatisi in alcuni casi a seguito della Bossi Fini in luoghi con minori diritti del carcere.
Il periodo di soggiorno nei campi va comunque drasticamente ridotto alle due/tre settimane di permanenza elevando il livello della punibilità per i trasgressori.
Due leggi: quella sul diritto di asilo e quella sulla libertà religiosa, dovrebbero essere tra i primi atti del nuovo governo.


I giovani come risorsa
Nell’attuale società milioni di giovani restano fuori dai luoghi decisionali senza poter fornire il loro prezioso contributo di impegno e di idee, particolarmente in due settori chiave per ogni società: l’economia e la politica.

Come inserire i giovani nell’economia globale?

Ecco le nostre proposte:

  • Obbligo di uno stage nel paese straniero interessato per professori di lingue straniere e introdurre professori di lingua provenienti dai paesi stessi, i quali sarebbero interessati a vivere nelle città d’arte;
  • Inserimento nei palinsesti di programmi di qualità in lingua straniera;
  • Incentivare la fruizione di film al cinema in versione originale;
  • Promuovere l’ERASMUS in Italia attraverso azioni mirate di marketing promo-culturale;
  • Rendere l’Italia una meta per gli espatriati che promuovono l’internazionalità del paese. Una società cosmopolita è il centro di educazione indiretta, via di incontri di lavoro, amicizie, e convivenze.
  • Aumentare le vacanze estive universitarie a fini educativi. Esse possono essere il motivo di viaggi ed esperienze lavorative. In Gran Bretagna il 70% degli studenti lavorano durante le vacanze estive. I viaggi danno la possibilità di aprirsi sul resto del mondo e sono apprezzati nei primi colloqui di lavoro per i neo laureati;
  • Modificare il modi di reclutamento tra i neo laureati da un sistema nepotistico ad una meritocratico, attraverso gli “Assessment day”, giornate intere di colloqui e test direttamente dall’aziende;
  • Organizzare dei “Graduate programmes” per neo laureati dando loro la conoscenza di concetti chiave di cui avranno bisogno in un ambiente nuovo di lavoro. Ognuno può in questo modo dare all’impresa il proprio apporto e nuovi punti di vista, aprendo a nuove categorie di clienti.

Quanto alla politica la democrazia è una pianta delicata, che può facilmente seccare se non curata in modo adeguato. Il coinvolgimento dei giovani nel ruolo politico-democratico diventa, quindi, una priorità, un dovere.

Ma come avvicinare i giovani alla vita politica? Ecco alcune possibili risposte:

  • Coinvolgimento dei giovani a livello consultivo in tutti gli organismi istituzionali locali;
  • Attivazione di una politica relativa alle più rilevanti problematiche giovanili, (prestito d’onore, superamento della precarietà nel lavoro, incentivi per la prima casa, ecc.) sottolineandone con forza l’obiettivo e la portata;
  • Prevedere nelle liste elettorali, una quota di giovani under 40;
  • Organizzare per le scuole superiori e per gli studenti delle migliori università, a turno, una settimana di immersione totale in Parlamento, promuovendo il messaggio che la politica riguarda tutti i cittadini;
  • Riattivare iniziative di formazione alla politica.

 




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