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Se prevalgono spinte partitiche o corporative siamo destinati certamente all'insuccesso
01/06/2007

Articolo apparso su Affari italiani, quotidiano on line, 01.06.2007,11:45

Vertice Unione/ Prodi: "Avanti su pensioni e precariato". Fassino: "Dare il segnale di uno scatto in avanti". Mastella: "Coalizione non è morta". Marini sulle voci di un governo istituzionale: "Resto al Senato".

Il caos c'è in tutta la vita politica italiana, anche perché le fasi di transizione vera e di cambiamento sono sempre un po' traumatiche e caotiche. Credo che il governo abbia intrapreso, per quanto riguarda gli aspetti economici, una strada giusta, consapevole e responsabile di cui si vedranno gli effetti certamente non subito. Mi auguro però che anche sulle strategie e le vere politiche di cambiamento a livello strutturale ci sia determinazione, consapevolezza e unità". Luciana Sbarbati, leader dei Repubblicani Europei, presente al vertice dell'Unione, interviene a tutto campo su Affari. "Non può essere tutto subito, come se ciascuno dovesse dimostrare che è più bravo degli altri", incalza la Sbarbati. "Si devono fare delle scelte prioritarie, soprattutto nei primi anni di governo con una regia che faccia cantare il coro in modo equilibrato e musicale, non stonato. Se si toccano le pensioni il problema non è solo del ministro Ferrero, ma è un problema che riguarda tutti i ministeri. Anche sulle liberalizzazioni, Bersani non può parlare diversamente dalla Lanzilotta. Tutti devono condividere un percorso, altrimenti manca la collegialità. E su questo tema va fatta una riflessione vera. Non è soltanto una questione di portavoce e di comunicazione, che pure esiste, ma il problema è lo spirito di collegialità che in questi anni è scemato. Il partito democratico deve recuperare questo valore: si governa e si lavora per l'interesse generale, non si va al potere. Se ci si ritrova su questo punto ci sarà successo, se invece prevalgono spinte partitiche o corporative allora siamo destinati certamente all'insuccesso".

Il numero uno dei Repubblicani Europei aggiunge: "Il governo ha imboccato la strada giusta, ma deve fare un percorso con forza chiamando in causa la responsabilità di tutti. L'uscita dai problemi del Paese non è assolutamente un governo istituzionale, le forze di maggioranza hanno il dovere di sostenere la linea del programma condiviso, senza strattonare di qua e di là per fare cassetta di voti mettendosi soltanto in evidenza. O si recupera il messaggio che l'elettorato di Centrosinistra ci ha dato con le Amministrative, risolvendo i problemi, o dovremo fare i conti con questa situazione. Spero che prevalga il senso di responsabilità".
Sul partito democratico la Sbarbati, membro del comitato promotore, attacca: "Quando sono interventuta nell'ultima riunione l'ho detto chiaramente: alla gente non gliene può importare di meno di chi sarà il coordinatore, di quando e di come sarà l'organigramma. Bisogna dare al Pd un'identità culturale, non deve essere solo la sintesi di Margherita e Ds. Io rappresento l'anima repubblicana del nuovo soggetto con altissimi valori, rispolverati anche da Montezemolo e da Draghi: merito, collegialità e responsabilità. Discutiamo sul modello di società che vogliamo, diversa da quella che ha in mente la CdL altrimenti non avrebbe alcun senso. E' un percorso non semplice, ma deve essere condiviso. A me non appassionano le discussioni sulla leadership e alla gente non importa un bel niente. I cittadini vogliono sapere che cosa facciamo sulle pensioni, sui giovani, sul lavoro e che risposte diamo agli imprenditori e agli artigiani sullo sviluppo e sulle tasse".
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