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Pd/ La Sbarbati se ne va, i Repubblicani non partecipano alle primarie
31/07/2007

Luciana Sbarbati sul quotidiano on line Affari Italiani: Martedí 31.07.2007 18:24
Il Movimento dei Repubblicani Europei di Luciana Sbarbati non entrerà nel Pd e non parrteciperà alle elezioni primarie del prossimo 14 ottobre. Lo ha deciso il Cn del Mre, che ha accolto con due soli contrari la proposta avanzata in questo senso dalla Sbarbati.
"Il Consiglio Nazionale dell`MRE - informa Sbarbati - ha deliberato di non partecipare alle primarie di ottobre per la costruzione del Partito Democratico dopo 12 anni di percorso comune con Ds e Dl nell`Ulivo verso il Pd. I Repubblicani Europei hanno deciso di stoppare la loro partecipazione alla costruzione e di questo PD. Noi siamo un soggetto politico, un interlocutore serio con la sua identità e credibilità, piccolo nei numeri ma con una grande storia democratica. Siamo sempre stati profondamente interessati al progetto del Pd a cui abbiamo dedicato anni e anni di lavoro. Oggi, alla vigilia delle primarie dobbiamo dire che Ds e Dl hanno contrattato da soli il modo di essere del Pd, senza cenno ai contenuti. Questo modo di essere del Pd, da loro soli costruito, non ci piace. L` MRE, non è società civile, è un soggetto politico che chiede di essere trattato come tale sempre".
"A Veltroni - conclude Sbarbati - consapevoli dell`importanza di questo momento abbiamo inviato una piattaforma politica con precisi contenuti. Non avendo ottenuto una risposta politica, non possiamo al buio correre un`avventura che si preannuncia già da tempo come tarata da giochi a tenaglia partitocratrici, vedi l`elezione sincronica del segretario nazionale e dei segretari regionali, già spartiti tra Ds e Dl. I temi offerti a Veltroni certamente complementari al suo discorso di Torino sono i nostri temi. Ma ad oggi tutto questo non ha avuto risposte, nonostante un promettente incontro con il candidato premier Walter Veltroni.
Per questo, a fronte di un mancato rispetto delle dignità di una forza politica, non posso consegnare la nostra storia e la nostra bandiera senza la garanzia di una sufficiente considerazione dell`apporto della nostra cultura democratica".
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