«E' evidente che il governo sulla manovra non ha. una bussola, e non sa da che parte andare perché è in stato confusionale». A testimonianza di ciò, PierFerd'nnando Casini sottolinea il fatto che «ad una manovra ritenuta necessaria da Tre-montieBerlu-sconi sono stati presentati 1.200 emendamenti dalla stessamaggioranza». Il leader dell'Udc parla al convegno "Un partito per la Repubblica", organizzato da Luciana Sbarbati, cui ha preso parte anche Francesco Rutelli. Tre personaggi impegnati nell'aggregazione di un'ampia area di centro attraverso un partito che - si chiami della Nazione o della Repubblica, si vedrà - viene evocato così dallo stesso Casini: «Vogliamo arriva-rea una formazione nuova con l'apporto dì nuove culture di cui c'è grande bisogno nella società. Bisogna riscoprire un nuovo, sano patriottismo istituzionale e faremo tutto questo insieme senza limitarci a sommare i soggetti che già esistono, ma facendo una scommessa per attrarre chi non è ancora con noi». L'esigenza sottolineata dal leader centrista è quella di una «nuova responsabilità» che rendapossibile «cambiare pagina e andare verso una politica del rigore, che - dice - è figlia della tradizione repubblicana, ma è ormai una necessità di questo Paese». E, a questo pro- posito, Casini cita il caso Fiat: «Marchionne dice quella che purtroppo è la verità: non è possibile che il tasso di assenteismo nelle fabbriche, fondamentali per il futuro del Paese, aumenti in coincidenza degli eventi calcistici. E' chiaro' che il sindacato che difende parassitismi e rendite di posizione sbaglia». Tuttavia, le critiche maggiori il leader Udc le rivolge al governo, accusandolo di «non far mai seguire i fatti alla politica degli annunci. Ma se poi - aggiunge- i fatti sono nominare nuovi ministri, c'è da mettersi le mani ai capelli». Nel discorso di Casini c'è anche una "sfida" al governo: «Senza aspettare il federalismo fiscale imponga alla Regioni fin da ora il rispetto dei costi standard invece di quelli "storici"». E' infatti convitizione del leader Udc che il federalismo non potrà essere attuato senza costi aggiuntivi, di qui la sottolineatura che «le critiche che io rivolgeva in passato a questo provvedimento, ora le ha fatte sue Roberto For- migoni».
E sulle prospettive del federalismo si innestano anche le critiche di Rutelli, il quale sostiene che «quando questa riforma si rivelerà di impossibile realizzazione, la Lega staccherà la spina al governo, perché non ha nessun interesse per l'intera nazione ma solo per una parte dei Paese». Sarà quello, secondo il leader di Alleanza per l'Italia, il momento in cui si rivelerà più necessaria lapresenza di un partito come quello «a cui stiamo lavorando con l'amico Casini e con quanti condividono il nostro progetto».