E' quanto afferma la sen. Luciana Sbarbati nell'interpellanza presentata ieri al Senato. "Questa iniziativa, spiega Sbarbati, fa seguito a una lettera che la regione Marche ha inviato nel mese di febbraio al Ministero dell'Istruzione". Nell'interpellanza a parte sostenere la validità della facoltà di Medicina Veterinaria di Camerino (MC), ho sottolineato l'importanza del suo ruolo: "insostituibile sul territorio marchigiano sia nell'ambito della medicina pubblica veterinaria sia della sicurezza alimentare".
Nella riorganizzazione dell'offerta formativa universitaria nazionale - prosegue Sbarbati - si evince la volontà di ridurre le facoltà universitarie e in particolare di tagliare il numero degli iscrivibili al corso a numero chiuso di Medicina Veterinaria, adducendo il benestare dell'EAEVE ("Agenzia terza" di valutazione di standard formativi nelle varie sedi italiane ed europee) nonché degli Ordini professionali (FNOVI) e di Associazioni di categoria (ANMVI) la cui posizione è notoriamente corporativa.
Questa tesi è smentita dai fatti - continua Sbarbati - perché la facoltà di Medicina Veterinaria si è distinta nel raggiungimento di uno standard europeo di qualità (per questo riceverà nell'aprile 2011 la visita dell'EAEVE). In collaborazione con il comune di Matelica ha costruito un mattatoio e si è dotata di una sala anatomica e una necroscopica strutturandosi di fatto come Ospedale Veterinario Didattico.
Grazie all'attività assistenziale diagnostica e di ricerca, la facoltà di Medicina Veterinaria è oggi autosufficiente dal punto di vista dei costi e si è costituita un patrimonio laboratoristico e strumentale di eccellenza.
Considerata la vocazione in buona parte agro-zootecnica delle Marche - conclude Sbarbati - e l'unicità di questa facoltà di Medicina Veterinaria, ho chiesto al ministro dell'Istruzione di rivedere l'accordo stipulato lo scorso febbraio, espungendo dal testo all'art. 4 i commi d ed e per garantire almeno 40 iscrivibili alla facoltà e soprattutto la sua sopravvivenza.